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Condividere il menù su Instagram: tagli, leggibilità e formato story

Come mettere il menù di un ristorante su Instagram perché si legga: tagli che reggono nel feed, carattere che tiene sul telefono, story che non tagliano i prezzi.

La foto di una carta piegata su un marmo, scattata da un angolo educato, con un bicchiere in primo piano, è un’immagine di atmosfera. Non è un menù. Metà dei piatti è in ombra, i prezzi stanno nella gronda del bifold, e l’11 pt che reggeva sulla carta fa 6 px su un telefono in piena strada, a mezzogiorno. Se Instagram deve vendere la cena di stasera, trattate il post come una seconda impaginazione, pensata per lo schermo, non come un souvenir della prima. Il tavolo tiene l’oggetto stampato e condivisibile; il telefono tiene poche parole grandi, ad alto contrasto, in un taglio verticale o quadrato che Instagram non mangia ai bordi arrotondati.

Tagliare per il feed, non per la sala

Il feed è un quadrato o un ritratto 4:5. Un A4 a due ante in paesaggio non entra in nessuno dei due. Non mandate tutta la carta aperta e sperate. Scegliete una sezione — gli antipasti, o i tre piatti della settimana — e impostatela in una colonna su un campo quieto. Lasciate un margine dentro il taglio; l’interfaccia di Instagram mangia i bordi, e gli angoli arrotondati di una story anche. Se un prezzo siede nell’ultimo 8 percento del riquadro, sparirà sotto un nome utente o uno sticker.

Un carosello di quattro tagli stretti batte una foto eroica larga. Prima slide: il titolo e l’idea della sezione. Seconda e terza: i piatti, grandi. Quarta: orari, prenotazione, l’indirizzo. Gli ospiti scorrono. Non pizzicano una foto d’atmosfera finché l’orata non diventa leggibile.

Un carattere che sopravvive a un telefono a mezzogiorno

Sul telefono, contate 12-16 parole per schermo e un corpo che si legge con la luminosità abbassata, in strada, a mezzogiorno. Di solito vuol dire riscrivere la riga, non fotografarla. Esportate una faccia dal file del menù, o reimpostate i nomi in un layout semplice: testo scuro, fondo piano, niente script sotto i 24 pt equivalenti. I filetti sottili e le descrizioni grigio chiaro muoiono al sole. Se la carta stampata è gessetto o Déco, tenete l’umore nel colore e nel titolo; non tenete la lista dei contorni in 8 pt, che sul telefono diventa un rumore.

Non mandate mai la foto della carta sotto la luce di sala come unica versione della lista. Quel file serve come storia della stanza, dopo le slide leggibili. Prima le parole, grandi e scure sul telefono. Poi l’atmosfera della sala.

Story e Reel tagliano più duro del feed

Le story sono 9:16. Il testo sicuro sta nel 70 percento centrale dell’altezza. Sopra ci sono l’ora e la croce; sotto la risposta, gli sticker e la story successiva. Una scansione a tutta pagina di un A5 perderà l’intestazione e gli ultimi prezzi. Costruite una pila verticale: titolo, cinque piatti, una colonna prezzi che non sta sul bordo destro, un’ultima riga per prenotare. Tenete ogni story almeno quattro secondi se ne usate più d’una; chi non può mettere in pausa perderà un lampo di due secondi sui secondi.

  • Una sezione per riquadro; mai l’intero bifold in una sola story.
  • Prezzi nello stesso colore dei nomi, non in puntini sbiaditi.
  • Un ultimo riquadro con orari e come prenotare, non solo un primo piano di piatto.
  • Testo alternativo sui post del feed: i nomi dei piatti, non «menu» o «food».

Cosa non chiedere a un evidenza

Un album In evidenza chiamato «Menù» che contiene la carta di Pasqua, una proposta sfuocata e una story scaduta nello spirito da sei mesi è peggio di nessun album. Datate la copertina («settembre 2026») e sostituite tutto il set quando ristampate. Un ospite che prenota da un’evidenza vecchia e si siede davanti a un’altra lista non darà la colpa a Instagram. La darà alla casa.

Una seconda impaginazione, gli stessi piatti

Tenete una lista di nomi e prezzi. Progettate la carta stampata per il tavolo. Progettate pochi riquadri stretti, ad alto contrasto, per il telefono. Non fate fare alla fotografia della prima il lavoro della seconda. Un ospite in una strada al sole non pizzicherà uno scatto di marmo finché il testo non compare. Quando i tagli sono onesti, l’ospite che ha visto l’orata in una story può ordinarla senza chiedere che cos’era. È l’unica metrica che conta, stasera in sala.

In Menu Atelier puoi passare gli stessi piatti da un foglio A4 a un A5 a due ante ed esportare un PNG per faccia; usa quelle facce come fonte per un taglio quadrato o 9:16, invece di fotografare la carta stampata sul tavolo sperando che il carattere sopravviva al feed.

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